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PH. Gianni Berengo Gardin

Nasce il Comitato di quartiere dei Rioni Sassi

Comitato di quartiere dei Rioni Sassi: sarà presentato a Palazzo Lanfranchi, 8 giugno, h 18, un nuovo modo di vivere i Sassi, tra pianificazione e sicurezza

Nasce a Matera il Comitato di quartiere dei Rioni Sassi con l’obiettivo di dare unica voce alle necessità di residenti e gestori di attività commerciali e di accoglienza turistica presenti nei Rioni Sassi intesi come unione di Rione Sasso Caveoso, Rione Sasso Barisano, Rione Civita e Rione Via Casalnuovo. Lo spirito che nutre questo gruppo è quello di pensarsi come cittadini dei Sassi e di Matera, laddove i Sassi non sono un quartiere “speciale”, ma luogo di residenza e di cittadinanza. Mercoledì 8 giugno a Palazzo Lanfranchi alle ore 18 verranno presentati obiettivi e valori che hanno guidato e guideranno l’azione del comitato sul territorio.

Matera 1973, Henri Cartier Bresson
Matera 1973, Henri Cartier Bresson

Partendo dal presupposto che oggi si corre il rischio che i Rioni Sassi diventino il contenitore spento di una cultura di consumo dei luoghi, l’obiettivo è far tornare i Sassi ad essere luogo di cittadinanza e accogliere i turisti non come consumatori, ma come “cittadini temporanei”, responsabilizzandoli verso un luogo che ha vissuto una cultura particolare dell’abitare.

Riabitare i Sassi” è l’imperativo categorico che da quarant’anni ormai fonda il loro processo di recupero.  Affinché la residenzialità sia “la norma”, è necessario che ci siano ‘normali’ servizi nei Sassi, dai trasporti alle attività alimentari, artigianali, alle imprese culturali e creative che portino nuova economia.

Parola d’ordine è salvare i luoghi dal “rapacismo” sempre più in agguato, dilazionando i flussi di visitatori che inevitabilmente fanno aumentare la domanda di servizi e di vigilanza, senza dimenticare l’anima degli antichi rioni che non può essere violentata da una dissennata commercializzazione, perché di una città non si godono le sette o settantasette meraviglie (o meglio, non solo), ma le risposte che dà a una tua domanda (ndr, Calvino). E la domanda è sempre la stessa: cosa accadrà dal 2020 in poi?

 

Di seguito le proposte del Comitato, aventi ad oggetto le seguenti aree:

  • Pianificazione e Gestione del Territorio
  • Sicurezza e Stabilità
  • Sistema della Mobilità e della Sosta
  • Igiene e Decoro urbano

PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEL TERRITORIO

Perché il percorso di condivisione sia il più ampio e consapevole (anche rispetto alla storia di interventi e strategie già messe in atto e non sempre portate a termine), chiediamo innanzitutto all’amministrazione il libero accesso alle informazioni sui progetti in corso. Chiediamo che venga attrezzato uno spazio pubblico dove poter consultare i progetti e acquisire tutte le informazioni, le più essenziali (importo delle opere, destinazione d’uso, inizio e termine dei lavori, oggetto del appalto, direzione dei lavori, impresa esecutrice, …): chiediamo inoltre la creazione di strumenti open (secondo le nuove normative sulla trasparenza amministrativa), in modo da garantire il coinvolgimento della cittadinanza sugli investimenti in atto dell’amministrazione.

Questo in particolare per quanto riguarda il programma di opere pubbliche, già adottato, che interessa l’intero centro storico di Matera, di recente adozione da parte dell’amministrazione comunale, e che si può così semplificare:

  • Opere di urbanizzazione e pavimentazione
  • Opere di completamento di beni e contenitori con funzioni pubbliche
  • Interventi per la realizzazione di “parchi” (parco della preistoria, parco della civiltà rupestre, parco Guerrieri di Matera ecc.) e “luoghi del silenzio”.

Gestione del patrimonio restaurato e da restaurare

Per quanto riguarda la gestione del patrimonio restaurato, in questi ultimi decenni, abbiamo assistito oltre ai restauri anche a incredibili abbandoni (Habitat rupestre, Palazzo del Casale, Santa Lucia alla Civita, Santa Barbara, Cappuccini Vecchio, ecc.), e alla frammentazione della gestione del patrimonio rupestre diffuso.

Il Piano Generale di Recupero ipotizzava un “dimensionamento” complessivo degli interventi di recupero, distinti per funzioni da insediare. Per la residenza il programma prevedeva il recupero a fini residenziali di circa 1.075 alloggi.

La realtà attuale vede la residenza in forte decremento a discapito delle attività economiche di natura prevalentemente ricettiva e di somministrazione. Tale tendenza non può che innescare processi di disequilibrio.

Diventa non più rinviabile:

  • espletare il “censimento” degli immobili demaniali, con contestuale compilazione delle “schede-verifica” delle Camere Urbane e degli Ambiti;
  • fare il punto dello stato di raggiungimento degli obiettivi generali dell’operazione di rivitalizzazione dei Rioni Sassi e delle eventuali integrazioni e/o correzioni necessarie;
  • attuare il programma di edilizia sovvenzionata, se pure ridimensionato per ragioni economiche, da destinare soprattutto ai giovani e puntare su quegli interventi che migliorano la qualità della vita negli antichi rioni;
  • mantenere la disponibilità di immobili demaniali, importanti per qualità e/o dislocazione urbana, attraverso i quali far fronte ad ulteriori opportunità di utilizzo strategico che dovessero presentarsi in futuro.
  • favorire, come da Piano Generale di Recupero, l’insediamento, nel tessuto degli antichi rioni, in primis di attività di prossimità a servizio di quartiere (alimentari, emporio, giornalaio, panificio…) quindi di attività legate alla formazione/promozione/produzione culturale (obiettivo ancora tutto da definire).

Sempre in merito al patrimonio demaniale, numerose sono le situazioni anomale; solo a titolo d’esempio:

  • revocare  le assegnazioni di locali demaniali nei confronti di “sub-concessionari” inadempienti, in particolare di quanti, a distanza di anni,  non hanno presentato progetti e/o sottoscritto convenzioni;
  • regolarizzare i residenti storici del quartiere Malve, i quali, nonostante il diritto (PGR e regolamento comunale), attendono da anni la sub-concessione degli immobili a loro assegnati;
  • rivedere l’ambito dedicato all’insediamento di funzioni artistiche ed innovative gestito da Sviluppo Basilicata (spazio discutibilmente restaurato, mai utilizzato e quindi abbandonato) e, quindi, riformulare i meccanismi di accesso ai contratti di locazione/servizi per evitare la trasformazione degli ambiti assegnati  in posti letto (evitare che costi di locazione eccessivi siano sostenibili solo tramite la trasformazione in attività ricettive).

Turismo come cittadinanza temporanea

Nella logica di un turismo diverso, non di consumo, ma di responsabilizzazione e di coinvolgimento verso il luogo e la comunità locale,  abbiamo bisogno di ripensare il nostro sistema di accoglienza, prima che i Sassi si risvuotino. Nella fattispecie dobbiamo spingere per una politica dell’accoglienza, limitando le strutture ricettive a modelli precisi, quali il Bed&Breakfast, unico modello che garantisce la residenzialità. Sono quindi necessarie politiche di uso dello spazio demaniale a favorire queste (e non altre) forme di ospitalità.

Dobbiamo ristrutturare i servizi che sappiano guidare i cittadini temporanei nei Sassi, ma non solo, che dai Sassi sappiano invitare i visitatori in altre parti della città e del territorio. Il visitatore deve sapere in anticipo: come arrivare, dove parcheggiare, dove alloggiare e/o dove acquisire i servizi necessari per una “visita” serena e qualitativamente soddisfacente (rispondente alle personali esigenze).

Il PGR si pone la necessità di individuare “punti di accoglienza” dove fornire (gratuitamente) al visitatore le informazioni preliminari sulle caratteristiche salienti della città e del territorio che ci si accinge a visitare; sulle iniziative, attività, eventi in essere; sui differenti tematismi della visita, rapportati agli interessi di ciascuno. Tali punti di accoglienza devono essere in grado di consigliare visite strategiche volte ad evitare il turismo stereotipo “mordi-e-fuggi” (di qualità scadente) e la banalizzazione perversa alla quale i Sassi sono spesso assoggettati, puntando invece su di un turismo di qualità, tematizzato, più incline alla permanenza ed all’approfondimento dei molteplici interessi che la città ed il suo territorio offrono.

Dato il crescente afflusso di visitatori è di primaria importanza riuscire a stabilire un sistema di accoglienza e di gestione dei flussi di modo che ne sia garantita la sostenibilità.

Dovremmo inoltre pensare di assegnare locali demaniali per la vendita dell’artigianato tipico, promuovendo fra l’altro una produzione originale e favorendo la creazione di nuove imprese creative. Nella stessa direzione vanno varate nuove politiche per il controllo della qualità delle guide turistiche, spesso unico elemento di raccordo fra la città e i suoi visitatori.

Da quanto detto deriva la stretta interconnessione tra qualità delle vita complessiva di quanti abitano i Sassi e il Centro Storico, gli interventi di recupero e di destinazione d’uso e la fruizione turistica, nella prospettiva vera di un concetto allargato di cittadinanza.

A tal proposito, si chiede alla Regione Basilicata di revocare gli articoli 39, 42 e 54 del cosiddetto “collegato”, legge regionale n. 5 del 4 marzo 2016 : si tratta di norme adottate in nome di “Matera Capitale europea della cultura 2019” che prevedono in particolare:

  • deroga agli strumenti urbanistici in vigore e autorizza i cambi a destinazione d’uso nei centro storici da residenziale, direzionale o commerciale a uso turistico-alberghiera (art.39);
  • deroga ai regolamenti di igiene e sanità tali da favorire attività di somministrazione (art.54);

Al consiglio comunale di Matera si chiede di adottare, entro e non oltre  il 4 luglio, una deliberazione motivata, così come previsto dalla norma, nella quale si ribadisce che nel Centro Storico/Sassi  le deroghe di cui sopra non si applicano.

Organizzazione eventi

Un ulteriore aspetto critico di grande importanza per la qualità dell’abitare è quello degli “eventi” così come delle produzioni cinematografiche, che si organizzano all’interno dei Rioni Sassi, con la finalità specifica di amplificarne l’attrazione e di valorizzarne gli spazi (sempre che ce ne fosse ancora bisogno).

Da questo punto di vista la ricca morfologia urbana dei Rioni Sassi, il complesso concatenarsi di spazi a varie dimensioni, racchiusi da fondali architettonici o naturali, ben si presta ad ospitare “eventi” artistici e set cinematografici di vario genere ed importanza.

Un dato però è da sottolineare: l’evento deve avere cura del luogo, non sopraffare; la sua dimensione pertanto, il suo impatto, deve essere rapportato allo spazio disponibile ed alla sua accessibilità, così come alla qualità del prodotto.

Questo significa che, all’interno dei Rioni Sassi, non è possibile pensare di ospitare “grandi eventi di forte impatto”, che stravolgano il senso stesso dei Sassi.

Di qui l’esigenza di subordinare gli “eventi” all’interno dei Rioni Sassi alla verifica di:

  • dimensione e qualità dell’evento e della produzione cinematografica  (in termini di visitatori, operatori prevedibili, impatto ambientale e architettonico);
  • articolazione dell’evento;
  • compatibilità con le altre funzioni insediate.

L’Amministrazione Comunale deve poter inserire, all’interno di ogni singolo contratto di occupazione di suolo pubblico,  una clausola di salvaguardia e tutela di servizi alternativi per i residenti e gli operatori (bus navetta, parcheggi dedicati…).

 

SICUREZZA E STABILITA’

I Sassi hanno una loro intrinseca fragilità. La conformazione geologica della calcarenite, costituente il “suolo” che ospita i rioni, ha, tra le diverse caratteristiche, anche quella di non avere elasticità o plasticità e di essere facilmente fratturabile. Piccoli e grandi fratture accompagnano il sedimento calcarenitico con diversa profondità ed ampiezza; piccoli e grandi fenomeni naturali di distacco si susseguono nel tempo e la fase trentennale di limitato utilizzo dei Sassi, in totale assenza di manutenzione, ne ha accentuato crolli (significativi sono quelli di Piazzetta San Pietro- Palazzotto Linzalone, Gradoni Duomo, Via San Nicola al Sole, Rione Pianelle, Via San Potito, Via Fiorentini, Via Madonna delle Virtù, Calata Ridola, Recinto Ospedale vecchio etc.) per fortuna senza provocare vittime ma continuano ad essere numerosi i fabbricati con evidenti e gravi lesioni e con urgente necessità di messa in sicurezza, così come sono molti i percorsi che richiedono consolidamenti e manutenzioni.

Le escavazioni in ipogeo riprese negli ultimi decenni contribuiscono all’incremento della vulnerabilità dell’intero complesso dei Rioni Sassi (si può stimare che almeno il 50% degli interventi negli ipogei esistenti ha comportato un aumento dei volumi utilizzabili senza una dovuta verifica di carichi e/o delle nuove sollecitazioni indotte).

La viabilità di accesso ai Sassi realizzata più di 80 anni fa NON ha subito sostanziali adeguamenti agli incrementi di frequentazione e di carichi; il recente crollo di via Fiorentini, sull’originario graviglione e con il coinvolgimento di alcuni fabbricati, reclama una decisa indagine e caratterizzazione dello stato di salute dei cunicoli ramificati nei Sassi.

Abbiamo perciò individuato due aree di intervento:

Lavori strutturali

  • messa in sicurezza dei versanti Sassi dove sono state evidenziate, da uno studio geologico universitario, situazioni critiche su cui urge intervenire;
  • sistemazione idrogeologica deflusso delle acque, per la quale necessitano studi professionali ad hoc;
  • portata delle strade per trasporti materiali ed attrezzature;
  • tenuta a norma dei cantieri per lavori edili e di restauro, prevedendo l’utilizzo di soluzioni non impattanti ed effettuando controlli su escavazioni abusive.

Ordine pubblico

  • potenziamento della vigilanza urbana con orari adeguati ed un puntuale coordinamento tra tutte le forze dell’ordine (Prefetto, Questore, Comandante VVUU, ecc.) per una pianificazione rispettosa di turni, zone ed affluenza turistica;
  • presidio Vigili Urbani efficiente;
  • implementazione telecamere di controllo;
  • rispetto ordinanza attività di intrattenimento al fine di regolamentare musica e frastuono nelle strade e nei locali pubblici.

 

SISTEMA DELLA MOBILITA’ E DELLA SOSTA

Sistema della mobilità

L’esplosione del turismo e delle numerose attività connesse, pone l’esigenza urgente di avviare la discussione per definire scelte strategiche per il sistema della mobilità.

Riteniamo che gli strumenti in possesso dell’Amministrazione comunale siano sufficienti a rispondere alle necessità su questo tema, in particolare il programma generale di recupero prevede, per la mobilità:

  • un anello di collegamento veicolare e una rete pedonale per rendere accessibile e fruibile l’intero tessuto edilizio dei Sassi. Tale anello veicolare comprende l’unico arco stradale esistente nei Sassi: Via Buozzi- Via Madonna delle Virtù – Via D’addozio –Via Lucana, Via XX Settembre – Via Gattini – Via S. Stefano esterno ai sassi.
  • l’accesso, ai Sassi, ai soli residenti e operatori commerciali (con attività nei Sassi), aventi posto macchina assegnato nei parcheggi individuati nei due rioni, ai mezzi pubblici e agli automezzi di servizio e/o emergenza.

Per il trasporto pubblico sarà inoltre necessario:

  • predisporre in via definitiva il bus navetta pubblico a percorso circolare, in grado di servire tutta l’area dei Sassi e le aree marginali del Piano;
  • prevedere la frequenza ravvicinata delle corse;
  • prevedere le fermate in corrispondenza dei parcheggi pubblici;
  • individuare, in corrispondenza degli assi dei servizi ed attrezzature pubbliche, una serie di percorsi pedonali privilegiati in grado di condurre dal luogo di parcheggio dell’autoveicolo privato, o dal luogo di fermata del mezzo pubblico, in qualsiasi altro luogo dei Sassi in un tempo non superiore ai cinque minuti;
  • ipotizzare un sistema di ingresso veicolare alternativo nel centro storico utilizzando un servizio di car sharing.

Sistema della sosta

Per quanto riguarda il sistema della sosta è necessario:

  • individuare aree di sosta: S. Agostino, piazza Garibaldi, S. Lucia alla Civita, Casalnuovo, da riservare ai soli residenti.;
  • individuare, all’interno del centro storico, i parcheggi da riservare ai soli residenti;
  • individuare, nella corona urbana esterna al centro storico, una serie di parcheggi/autosilos di prossimità, da destinarsi a residenti Sassi/Centro storico,  operatori, utenti e visitatori;
  • divieto assoluto di circolazione per i veicoli con peso superiore ai 75 quintali;
  • transito consentito solo per una macchina a famiglia con sosta possibile solo in grandi spazi, Santa Lucia Vecchia  durante le ore del giorno, nelle varie piazzette durante le ore notturne;
  • per quanto riguardo i pedoni: recupero e potenziamento dei tracciati pedonali, passamano nei due sensi in tutti gli accessi con scale, sedili di pietra nei tratti più lunghi.

Parcheggi pubblici disponibili:

  • Via Lucana – circa 370 posti auto
  • Piazza Firrao – circa 150 posti auto
  • Via Casalnuovo – circa 50 posti auto (non attivo)

Parcheggi previsti:

  • Via Gramsci   – oltre 100 posti auto (con copertura finanziaria)
  • Via La Nera – circa100 posti auto (senza copertura finanziaria)
  • Rocco a Casalnuovo circa 50 posti auto (con copertura finanziaria)

Parcheggi di prossimità:

I parcheggi di prossimità dovrebbero risultare tra disponibili/previsti circa n. 800 posti auto.

L’attuale fabbisogno di parcheggi di prossimità, secondo lo standard urbanistico previsto dal PRG, se consideriamo il numero di posti letto oggi censiti nel Centro Storico/Sassi che si attesta a circa  1.400, il numero di residenti che insistono nell’area compresa nel centro storico/sassi (da via T. Stigliani, via Piave, Santo Stefano, passando per la Civita e i pianoli dei Sassi, da via Ridola a Casalnuovo) pari a circa 5.000 abitanti, il numero degli operatori economici,  dovrebbe attestarsi come minimo intorno ai 3.000 posti auto (escluso i parcheggi privati), oltre i parcheggi pubblici individuati lungo i percorsi stradali (molti dei quali, per ragioni tecniche e di transito dovrebbero essere eliminati).

Vi è la necessità, non più rinviabile, di:

  • attivare da subito la cantierizzazione del parcheggi di prossimità di via Gramsci, così come abbiamo la necessità di  rendere disponibile ai residenti il parcheggio di via Casalnuovo chiuso da oltre 8 anni (magari sperimentando forme di autogestione, applicando il principio di sussidiarietà previsto dal nostro statuto comunale);
  • individuare altre risorse e finanziamenti da dedicare per la cantierizzazione del parcheggio di via La Nerae il completamento del Parco del Castello (risorse che potrebbero essere reperite dalla legge finanziaria, dai fondi strutturali  persino dalla legge nazionale sui siti UNESCO “Misure speciali di tutela e fruizione delle città italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale tutelato dall’UNESCO” che, all’art. 4, prevede appositi finanziamenti per “la realizzazione, in zone contigue ai siti (UNESCO), di aree di soste e sistemi di mobilità funzionali ai siti medesimi”);
  • individuare un’area idonea dove realizzare un nuovo parcheggio di prossimità a nord del Centro/Storico(per esempio nei pressi dell’attuale sede della polizia di Stato, opportunamente delocalizzata presso la  sede della P.S.) al fine di rispondere in modo adeguato a quanti abitano in quella parte di città oltre a decongestionare la viabilità ed i percorsi di tutta la zona (ambito di via Gattini -santo Stefano– via Stigliani – zona sassi / Pietro Barisano …);
  • destinare parte dell’area detta dei Tre Pini, sita a sud degli antichi quartiere nei pressi della “Milizia”, per un nuovo parcheggio di prossimità, che permetterebbe l’avvio di un vero progetto di valorizzazione e recupero dell’intero quartiere di Casalnuovo, in alternativa alla realizzazione del parcheggio di San Rocco la cui area sarebbe destinata alla creazione di uno spazio/verde pubblico di relazione
  • dedicare parte del parcheggio multipiano di via delle Nazioni Unite(centro direzionale) al fabbisogno espresso dalle struttura alberghiere/ricettive che insistono nei Sassi/Centro storicoprivi di standard;  si tratta di una azione che l’amministrazione potrebbe attivare da subito “obbligando” gli operatori economici a convenzionarsi così come prevede  il PUM (il piano urbano della mobilità).

Le risorse finanziarie

Il comune di Matera da tempo dispone di finanziamenti dedicati che non riesce a sbloccare e cantierizzare. Altre risorse potrebbero essere reperite dalla legge finanziaria, dai fondi strutturali persino dalla legge nazionale sui siti UNESCO “Misure speciali di tutela e fruizione delle città italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale tutelato dall’UNESCO”, all’art. 4, prevede appositi finanziamenti per “la realizzazione, in zone contigue ai siti (UNESCO), di aree di soste e sistemi di mobilità funzionali ai siti medesimi”.

 

IGIENE E DECORO URBANO

Ridefinizione della raccolta rifiuti

  • L’attuale raccolta differenziata “porta a porta” risulta essere la modalità più indicata tuttavia andrebbe effettuata con mezzi di raccolta dedicati (solo vetro, solo acqua, solo umido…);
  • E’ imprescindibile stabilire ed allestire siti adeguati per lo stoccaggio dei rifiuti sia per le zone non servite dal porta a porta sia per le attività commerciali.
  • Considerato che in alcuni degli attuali punti di stoccaggio dei rifiuti (in particolare nella parte bassa dei Sassi) è frequente imbattersi, a metà mattinata, in bidoni stracolmi e di immondizia sparsa sulla pavimentazione circostante risulta indispensabile migliorare la logistica per effettuare la raccolta in tempi tali da preservare l’igiene e il decoro di tutti i rioni Sassi.
  • È opportuno pianificare un lavaggio periodico dei percorsi principali del centro storico e dei sassi;
  • Le attività commerciali producono una notevole quantità di rifiuti – che osiamo anche definire di “qualità” – durante l’intero arco della giornata e quindi necessitano di specifici punti di raccolta con bidoni riservati, possibilmente con una maggiore frequenza di recupero.

Percorsi urbani

E’ essenziale una profonda ed attenta sistemazione e pulizia dell’intero connettivo di collegamento interno ed in particolare:

  • Sistemazione dei marciapiedi e degli spazi adiacenti la strada rotabile, in molti casi rotti, cementati o privi di pavimentazione.
  • Sistemazione e reintegro delle scale di collegamento interno, nella maggior parte dei casi rotte e munite di pericolose piccole rampe di cemento.
  • Rimozione delle piante infestanti non solo sulle strade principali ma anche su quelle interne e su scale e pareti, possibilmente utilizzando tecniche di controllo e mantenimento di alcune specie endemiche e rare (Campanula versicolor, Cappero, Valeriana rossa, camomilla, Zizyphus, etc).
  • Bucciardatura di tutta la strada carrabile che attualmente risulta molto pericolosa sia per i pedoni che per le vetture.
  • per quanto riguardo i pedoni: passamano nei due sensi in tutti gli accessi con scale, sedili di pietra nei tratti più lunghi.

Disinquinamento

  • E’ palese che l’attuale impianto di sollevamento acque reflue non è compatibile con lo sviluppo attuale e futuro del nostro centro storico, risulta quindi indispensabile ridisegnare, con progetti innovativi ed ecocompatibili, l’intero piano di gestione delle acque di pioggia e reflue (dal 2013, per affrontare il tema del disinquinamento del torrente Gravina, la Regione Basilicata ha stanziato 10.000.000 di euro, che a tutt’oggi non sono stati utilizzati);
  • Da una semplice constatazione visiva (passeggiata fra i rioni Sassi) risulta evidente la necessità di effettuare un’attenta verifica e pulizia delle varie discariche abusive nonché di procedere alla messa in sicurezza delle numerose aree dismesse ed abbandonate.

Decoro urbano

  • Il centro storico di Matera necessita nel suo interno di punti di accoglienza e informazione.
  • A partire dagli ingressi nella città di Matera a finire nelle strade dei rioni Sassi la segnaletica risulta poco efficiente e coordinata.
  • L’illuminazione è scarsa e poco manutenuta.
  • I bagni pubblici devono essere efficienti e rispettare orari adeguati all’affluenza turistica.
  • Occorrono regole precise circa l’utilizzo delle aree pubbliche da parte delle attività commerciali che devono salvaguardare il rispetto e la tutela per il turista-pedone.

About Veronica Mestice

Veronica Mestice
Nasco a Milano nel gelido inverno del 1992. Studio Giurisprudenza a Bari perché "io non sono di quelle anime pazienti che accettano l'ingiustizia con viso sereno". Vivo a Matera, la città meraviglia specchio e rovescio delle categorie consuete. Penso, scrivo, racconto utilizzando un mezzo tanto affascinante e ricco quanto riduttivo e improprio, quale è quello mediato della parola.

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