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Tre ragazzi lucani al Mongol Rally 2016

Mongol Rally 2016: tre partecipanti lucani hanno attraversato deserti e strade impervie per giungere dopo ventisei giorni di viaggio in Mongolia

11.500 chilometri percorsi in 26 giorni, una Fiat Panda e una sola meta: la Mongolia.

Tre ragazzi lucani Francesco Lence, di Pisticci (Matera), Emiliano Ragone e Pietro Grassi, di Potenza, hanno  cialis pas cher pharmacie paris attraversato deserti, steppe e catene montuose, raggiungendo la capitale della Mongolia, Ulan Bator, a conclusione del Mongol Rally 2016. Nessuna assistenza e nessun supporto, solo una cartina e una sana dose di follia.

Il rally di beneficenza, senza classifica, senza premi e senza un percorso prefissato, “è una grande avventura, che ti cambia giorno per giorno senza che te ne accorga, che ti fa vivere situazione e sensazioni al limite del possibile, che ti apre i confini rendendoti cittadino del mondo. E, ora che siamo finalmente nella piazza principale di Ulan Bator, la mente torna a tutte le persone che hanno creduto nell’impresa. I ringraziamenti sono doverosi! Domani si riparte alla volta di Ulan Ude (Russia) altra strada da fare, altri chilometri da percorrere per donare quella è stata la nostra casa per quasi un mese, la mitica pandarella che ha dimostrato che la generosità deve essere il motore delle nostre azioni!”  – hanno scritto i ragazzi nel roadbook di viaggio.

I tre viaggiatori lucani, unico team del Sud a partecipare al rally, sono partiti da Matera l’11 agosto, hanno percorso 15 tappe in 11.500 chilometri, evitando le zone di guerra di Siria e Afghanistan. L’arrivo, previsto per il 31 agosto, è slittato di alcuni giorni a causa di problemi burocratici alla dogana e di inconvenienti tecnici e meccanici.

La vettura su cui hanno viaggiato, una Fiat Panda del 1999, sarà messa all’asta per raccogliere fondi da destinare ad iniziative umanitarie. Raggiunto, quindi, l’obiettivo finale di quello che è l’unico rally in cui l’importante è partecipare.

About Veronica Mestice

Veronica Mestice
Nasco a Milano nel gelido inverno del 1992. Studio Giurisprudenza a Bari perché "io non sono di quelle anime pazienti che accettano l'ingiustizia con viso sereno". Vivo a Matera, la città meraviglia specchio e rovescio delle categorie consuete. Penso, scrivo, racconto utilizzando un mezzo tanto affascinante e ricco quanto riduttivo e improprio, quale è quello mediato della parola.

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