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PH. Debora Russo

Guillermo Vazquez Consuegra a Matera: il pensiero e l’architettura

Guillermo Vazquez Consuegra a Matera: l’architetto spagnolo ha tenuto una lectio magistralis, nell’ambito di Archival, il Festival dell’Architettura

Ci eravamo lasciati nell’imprevista pioggia di una sera di luglio, quando Piazza San Giovanni, “mappata” dal collettivo Archival, si trasformava in uno spazio psichedelico dove l’architettura diveniva protagonista in un consonante connubio con la musica…Qualche mese dopo, la pioggia colpisce ancora. “Archival Chapter II” stupisce stavolta portando a Matera Guillermo Vazquez Consuegra, tra i più noti architetti spagnoli contemporanei.

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PH. Pegah Moshir Pour

Il Maestro ha tenuto una lectio magistralis martedì 18 ottobre in una gremita Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, affrontando i temi del suo pensare l’architettura. Ricercatore paziente di forme essenziali, attento studioso dei dettagli, decodificatore della luce come massima espressione di architettura, Consuegra, cresciuto a pane e linea pura, si è laureato nella Spagna post-franchista presso la Scuola di Architettura di Siviglia, la città dorata, anima del vivere andaluso che ospita gran parte degli edifici da lui realizzati.

Dal giardino di Olivares al Padiglione dei Congressi di Siviglia, passando per edilizia popolare, musei, stadi, parchi, palazzi congressuali, tutte opere progettate nel nome di un unico credo: l’architettura al servizio dell’uomo, perché, a suo dire, l’architettura che ignora l’uomo è innecesaria. Le sue sono volumetrie pure, funzionali ed essenziali, dove l’ornamento è delitto e la ricerca formale il fine. Opere sospese tra antichi ricordi di Aldo Rossi e Carlo Aynonimo…il passato che plasma il presente. Nessun monumentalismo, ma sensibilità per il manufatto urbano, attenzione al contesto e l’idea che diventa progetto, purché preceduto da attenti schizzi.

PH. Debora Russo
PH. Debora Russo

“L’architettura raggiunge la sua essenza quando diventa materialità della supposizione.”  L’eredità più grande gli viene da Aldo Rossi, cioè di intendere la città come espressione formale della storia, l’architettura come risultato di una ricerca ancorata alla realtà del luogo. In questa ricerca, il progetto è solo lo strumento idoneo a trasformare l’ambiente urbano per soddisfare esigenze reali. L’essenzialità delle forme in Consuegra ha una protagonista indiscussa: la luce, che plasma l’abitare, definisce magistralmente lo spazio interno, segnalando l’andare del tempo e modificando costantemente la forma, divenendo sprone per l’evoluzione dell’uomo.

14495353_1446159102067138_386589810806579135_nConsuegra espone i suoi progetti, parla di idee, confuta dogmi con la magistralità di chi domina la tecnica e attinge dalla storia. L’Unibas, attraverso il collettivo Archival, sensibilizza in tal modo la comunità materana aprendosi all’esterno (e all’estero?). Che Consuegra possa diventare visiting professor? Un anacronismo? Non tanto blando per il Dicem materano che, con realtà collettive come Archival e Baumart, consente di far dialogare le istituzioni accademiche con il mondo produttivo e con le componenti creative dell’architettura. E non è un male. Anzi. Un’inconsapevole eccezione nella Matera che è già richiamo per il mondo intero.

About Veronica Mestice

Veronica Mestice
Nasco a Milano nel gelido inverno del 1992. Studio Giurisprudenza a Bari perché "io non sono di quelle anime pazienti che accettano l'ingiustizia con viso sereno". Vivo a Matera, la città meraviglia specchio e rovescio delle categorie consuete. Penso, scrivo, racconto utilizzando un mezzo tanto affascinante e ricco quanto riduttivo e improprio, quale è quello mediato della parola.

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