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“Dante nella musica contemporanea”: un convegno a Matera

“Dante nella musica contemporanea”: un convegno a cura del Prof. Trifone Gargano, istrione per una sera nella rievocazione creativa della Commedia

Non è mai sempre la stessa storia che cantava Venditti se a fare lezione è chi contamina le idee con la riscoperta di grandi opere del passato. E’ ciò che ha fatto il Prof. Trifone Gargano il 15 settembre in
un’esilarante quanto insolita lectio su Dante dal titolo “Dante nella musica contemporanea”,
davanti ad una platea gremita e divertita di materani nel quartier generale di “Matera inCanta Dante”, l’ex Ospedale di San Rocco.

14316956_571371416403085_5060928352978981226_nDopo un anno dallo straordinario successo della lettura diffusa della Divina Commedia nei Sassi di Matera, Dante rivive, patrimonio immateriale di un’Italia troppo spesso dimentica dei suoi padri. E stavolta, lo fa in chiave geniale, espressione del “dantismo creativo”, ossia della riscrittura dantesca contemporanea attraverso la ricerca di precisi riferimenti lessicali alla Commedia nella musica d’autore italiana.

E’ sorprendente come un autore così distante da noi, cronologicamente e ideologicamente,  continui a suggerire
riscritture e soprattutto risposte di senso alle nostre domande
– sostiene nel suo eloquio indomito il Prof. Trifone Gargano, docente di Didattica della Lingua italiana all’Università degli Studi di Foggia, che per la sua ricerca è partito dalla canzone italiana degli anni ’70 per arrivare fino ai giorni nostri, studiando i testi dei cantanti che hanno utilizzato la lingua di Dante per esprimere croci e delizie del loro tempo, consacrandosi come autentici poeti.14355707_571368446403382_5798316640613810356_n

Da De Andrè e Venditti, il libertario genovese e il giovane del Folkstudio, che irridono il ghibellin fuggiasco come il rappresentante delle istituzioni da abbattere, fino allo Zecchino D’oro. La gran potenza dell’antico amor, compendiata nel celeberrimo “Amor che a nullo amato amar perdona”, endecasillabo
pletoricamente abusato nell’elefantiasi canora che s’arresta davanti all’imprecazione in “Serenata rap” di Jovanotti. La nostalgia del bel tempo andato simboleggiato dalla pudica rievocazione di una Firenze sobria nel crescendo malinconico della canzone “Alighieri” di Vecchioni. Il riscatto di Celestino V, il papa de lo gran rifiuto, ad opera di De Gregori che giunge fino a contaminare lo stil novo dantesco con i ritmi convulsi e irrefrenabili della taranta salentina. Il folle volo di Ulisse ripreso nella 14355040_523590977837211_691078045466904096_ncolta operazione culturale effettuata da Capossela. La comica riscrittura di Niccolò Agliardi che mette in scena un divertente siparietto tra Dante e Beatrice. I ritmi forsennati di Caparezza in “Argenti vive” che rievocano in musica la dura verità che il mondo appartiene ai prepotenti, non ai poeti. E infine, Ligabue che in “Siamo chi siamo” dà voce al dramma dell’uomo contemporaneo, smarrito nella congerie di mille indicazioni, come Dante nella selva, seppur quest’ultimo alla fine ritrovi la luce.

E noi? L’abbiam trovata la diritta via? Domanda scomoda, quanto necessaria, come necessario è il ripristino della più grande opera della letteratura mondiale nella nostra moderna cecità, affinché non resti cristallizzata nella lode, ma ci conduca nell’inferno e nel paradiso del nostro tempo: purgatorio di anime in attesa di scintille, ben consapevoli del fatto che la nostra mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

Ciò che fu, ciò che è e ciò che sarà, la storia del passato e quella del futuro, le cose che ho avuto e quelle che avrò, tutto questo ci aspetta in qualche angolo di quel tranquillo labirinto… Ho immaginato un’opera magica, un’illustrazione che sia anche un microcosmo; il poema di Dante è questa viagra para jovenes de 30 anos illustrazione di vastità universale.” scrive Borges nei “Nove saggi danteschi”. Forse è il caso di riviverla, la Commedia, oggi più che mai, Divina.

 

L’iniziativa è stata promossa dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Matera in occasione della prima visita ufficiale in Basilicata del Dott. Alessandro Masi, Segretario Generale della Dante, a un anno dalla nascita del primo Comitato di Matera.

About Veronica Mestice

Veronica Mestice
Nasco a Milano nel 1992, anno che ha cambiato (?) la storia d’Italia. Vivo a Matera, l’eterea città dei Sassi, destinata a diventare la Capitale Europea della Cultura del 2019. Studio Giurisprudenza a Bari, perché “Io non sono di quelle anime pazienti, che accolgono l’ingiustizia con viso sereno”. Librofagia e scrittura le mie passioni, perché ho a cuore il mondo. Affascinata dall’Arte e alla ricerca di un senso. Osservo. Penso. Racconto.

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